MADABOUTBRANDS.com

Pagine

Categorie

Steve Jobs diventa di gomma


Pochi mesi fa (5 ottobre 2011) i nerd, i geek, i designer e i cosiddetti smanettoni del web di tutto il mondo piangevano la triste scomparsa di Steve Jobs (vedi la pagina dedicata su apple.com), il guru di Apple, il marchio più cool e innovativo del nuovo millennio.
Inutile ribadire il ruolo da protagonista che ha avuto la comunicazione a 360° nel successo di questo Brand, tanto che lo stesso Steve Jobs è arrivato a diventare testimonial per i suoi stessi prodotti e una vera e propria icona all’interno del settore.

Il risultato? Eccolo qua.

Come emulare qualcuno se non creando una bambola-feticcio a sua immagine e somiglianza? Ma non un semplice bambolotto che vagamente… magari visto da lontano… un po’ in penombra… ricorda la persona.
No. Questa volta il risultato è una doll marchiata In Icons, frutto di lunghi studi sui tratti somatici del defunto Jobs, su cui sono riusciti a rappresentare in modo a dir poco inquietante ogni singolo particolare del viso, le espressioni, addirittura le posizioni assunte nei momenti e negli shot più noti.

Informo tutti i fanatici Apple il pupo non è ancora in commercio ma sarà possibile acquistare questa action figure a partire da febbraio su inicons.com al costo di 99 dollari.

Ora. Come si spiega la scelta di un’azione del genere? Cosa spinge una società ad investire sulla riproduzione di Steve Jobs?

Bhè, la forza di un Marchio costruito con anni di comunicazione ad hoc e che ha prodotto orde di consumatori, fan e fanatici invasati.

Se prendiamo una persona che diventa marchio (…e che machio), che riesce persino a tramutarsi in prodotto a tutti gli effetti, e a questo aggiungiamo quella carica mitica che solo una morte prematura riesce a dare, quello che si ottiene è una vera e propria gallinella dalle uova d’oro.

Sono pienamente conscio della carica tremendamente cinica e puramente marchettara di quanto ho appena scritto ma aimè… c’est la vie. La storia del consumismo ci ha più e più volte messi davanti a casi del genere e sarebbe ridicolo non voler ammettere una realtà che, seppur cruda, è pur sempre la realtà.

Possiamo iniziare con Marilyn Monroe, passare per Elvis, fare un dolce sorriso a Lady D, un ciao con la manina a Michael Jackson e approdare alla recentissima Amy Winehouse. Questa è solo una minima frazione dei numerosissimi personaggi investiti della scintillante nomina di icone pop post mortem e tramutati in veri e propri prodotti da spremere fino all’osso in quanto capaci di aprire interi mondi nel settore del merchandising.

Tags:

               

Nessun articolo correlato.

2 Commenti

  1. [...] c’è limite al peggio, al pessimo, al cattivo gusto come abbiamo letto qui. No, davvero non ci si riesce quasi mai a fermare prima di dare alla luce prodotti come [...]

  2. [...] futura commercializzazione dell’impressionante riproduzione di Steve Jobs firmata In Icons (leggi il post relativo), sono esplose le critiche, oltre che sul dubbio gusto di una simile trovata commerciale, sulla [...]

Lascia un Commento

Mobile and Web Analytics